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5 domande a Ivano Boscolo

Victor Brauner (1903-1966) "Conglomeros" - Parigi Victor Brauner (1903-1966) "Conglomeros" - Parigi
Domenica, 19 Luglio 2015 22:15
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Nuova intervista, nuovo appassionante viaggio oltre la creatività con Ivano Boscolo (Direttore Creativo presso Tailor Brand). Anche la sua testimonianza mi arricchisce ed è un nuovo e prezioso regalo.
Ivano traccia il suo percorso creativo tra storia, bellezza, incanto, rispetto, immaginazione e poetiche "barchette di carta"

Buona lettura.

"Chiunque sia portato a creare o trasformare qualche cosa, attraverso i sensi, realizza qualcosa di speciale, che poi andrà a toccare i sensi di un'altra persona. Da molti anni ormai mi occupo di comunicazione e in particolare di prodotti del food e del beverage. Di conseguenza, posso dire che viaggio sempre con i sensi accesi. Cerco sempre di 'sentire' tutto quello che mi sta attorno per poterlo poi a mia volta farlo 'sentire' al meglio". I.B.

 1. VISTA
Gli occhi sono il nostro campo base dove iniziamo a educare la nostra percezione e, in qualche modo, a catalogare tutto ciò che ci circonda. Quale immagine, disegno, foto o quadro, ha fatto scoccare in te la scintilla della creatività?

Ci sono le immagini che riguardano la mia sfera più intima. Immagini e oggetti carichi di sogni ed emozioni, una sorta di scatola nera con tutte le informazioni sul percorso.
Poi ci sono le immagini che incontro lungo il mio lavoro, tanti singoli pezzi che vanno a comporre quelle strutture narrative utili a definire la personalità di un brand o di un prodotto.
Ma se volevi un esempio ti posso raccontare di quando, in Salento, sono stato affascinato dalla storia di quella terra antica, un tempo Magna Grecia.
Il naming e il marchio creato per la Masseria Capoforte nascono pensando all'Illiade e alle torri di avvistamento lungo la costa.

Il nome si rifà alla forza e determinazione del prode Ettore, mentre il logo riprende la forma quadrata di due torri unite da una linea, il percorso che corre lungo la costa tra due torri, e sopra questa, un altro quadrato con due punte a ricordare la costruzione che si trova nel cuore della Tenuta, una forma caratterizzata dai tipici pennacoli presenti in molte costruzioni pugliesi. 

 

2. UDITO 
Ascoltare vuol dire porsi in attenzione dell’altro, è un sentire che sfocia in sentimento. Ti è mai capitato che un particolare sentimento ti guidasse emotivamente verso l’idea che stavi cercando? 

Quando sono alle prese con un nuovo progetto inizio ascoltando musica, vario dal pop al jazz alla classica, dipende su cosa sto lavorando. E questo dovrebbe in parte risponderti sull'importanza che ha l'udito nel mio processo creativo.
Ma ascoltare non significa porsi come un semplice ricevitore, spesso gli aspetti più significativi li devi sottrarre alle parole non dette, cercando tra le pieghe dei silenzi. E allora, paradossalmente, le domande diventano la parte più importante dell'ascolto.

 

3. OLFATTO 
Abbiamo una memoria odorosa spesso legata all’infanzia: quali sono gli odori della tua terra che porti sempre con te, nei tuoi ricordi? E come hanno influenzato la tua creatività? 

Sono nato in Friuli, una regione bellissima, ma le mie origini sono venete, lagunari per essere precisi, e questo significa lunghe estati passate tra la salsedine e il profumo della frutta e dell'uva raccolta nel vigneto dello zio.
E come gli anni danno ai vini il loro aroma è probabile che lo stesso sia successo a me con la colla Coccoina negli anni delle elementari, a Udine.
La Coccoina è una colla bianca in pasta a base di amido di patate e olio di mandorla che le regala quel profumo tipico, capace di creare una vera e propria dipendenza.
Non so francamente se tutto ciò abbia in qualche modo influenzato la mia creatività, di sicuro negli anni, grazie anche ai miei clienti, ho imparato ad apprezzare molti aspetti di un prodotto anche solo per il suo odore.
Aromi particolari che spesso hanno determinato la scelta delle linee costruttive di un font o di un colore come nel caso del logo per la torrefazione PrimoAroma.

 

4. GUSTO 
Il gusto è il primo contatto con il mondo. Ancor prima di viverla, la vita la assaporiamo. Il gusto è la percezione di un sapore (amaro, dolce, salato) ma anche di uno stile. Talvolta è l’inizio di una personale ricerca estetica. Cos’è per te e che peso ha nel lavoro, il dover cercare e tracciare uno stile per un cliente? 

Se parliamo di papille gustative possiamo fare un parallelo con quanto già detto per l'olfatto.
Che si tratti di prosciutto, pasta, vino, caffè o di un distillato, il gusto è un altro libro sempre aperto dove rileggere le esperienze passate e dove aggiungere ogni giorno qualcosa di nuovo.
Se parliamo di stile, più che di estetica vorrei parlare di bellezza, di quella bellezza che per i Greci è sempre stata sinonimo di quella perfetta armonia tra qualità spirituali e qualità fisiche.
Se ognuno di noi mettesse quella bellezza al centro della nostra professione, lavorerebbe meglio è con più soddisfazione.
Il nostro lavoro è prima di tutto impegno, ma anche un modo di esprimersi, un linguaggio, in cui la personalità non puó superare la competenza.
E questo per me significa rispetto e responsabilità nei confronti di questo lavoro fantastico e dei clienti. 

 

5. TATTO 
La creatività è un concetto che non ha corpo. Se ti chiedo di dare una dimensione e una forma a tale concetto, cosa costruiresti e perché? 

Credo che la forma della creatività è quanto questa è stata in grado di realizzare attraverso il genio di tanti, che si parli di scrittura, pittura, architettura, scienza, musica e via via con l'elenco.
Non sono un genio e quindi la mia dimensione, rispetto ad alcuni riferimenti che ognuno di noi può avere in mente, rischia di essere banale, quindi prendetela per quello che è: un sogno.
Da piccolo, quando pioveva, correvo a prendere dei fogli di carta, spesso di giornale, che con cura piegavo fino a realizzare tante barchette di carta che poi varavo all'istante sui tanti rigagnoli che si creavano in strada.
Ecco, la dimensione è quella di una barchetta di carta, un concetto pronto a partire verso mondi sconosciuti.
Un viaggio a bordo dell'immaginazione.

 

Per finire una domanda fuori dai sensi ma utile soprattutto per me e per chi ci leggerà: consiglia un libro (romanzo, saggio, fumetto, etc.) che ha lasciato una traccia indelebile nella tua memoria. 

Tralasciando i classsici che tutti avranno già letto, qualche anno fa ho scoperto questo romanzo che mi ha preso come pochi altri. I motivi sono diversi, ma questa è un'altra storia. Il titolo è: "Mio amato Frank" di Nancy Horan. 
Come saggio, su tutti metterei "La visione strategica" di diversi autori e curato da Emanuele Gabardi. Ha parecchi anni ma ha lasciato sicuramente una traccia indelebile, se non altro per tutte le volte che l'ho letto.

Per contatti e informazioni:
TAILORBRAND

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Lunedì, 27 Luglio 2015 12:14

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