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5 domande a Enzo Morandini

Victor Brauner (1903-1966) - Conglomeros Victor Brauner (1903-1966) - Conglomeros
Lunedì, 14 Dicembre 2015 20:48
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Che significa oggi essere creativi? A rispondere alle mie domande è Enzo Morandini (web designer).

"Internet non è più quel monolitico luogo virtuale anonimo e freddo, ma un immenso network di connessioni dove ogni persona può ritagliarsi il proprio spazio e, senza filtri, scoprirsi per chi sia realmente."

Questa frase racchiude tutto lo spirito dell'intervista.

Buona lettura

1. VISTA
Gli occhi sono il nostro campo base dal quale iniziamo a educare la nostra percezione e, in qualche modo, a catalogare tutto ciò che ci circonda. Quale immagine, disegno, foto o quadro, ha fatto scoccare in te la scintilla della creatività?

Più volte mi sono chiesto cosa sia la creatività e cosa significhi oggi “essere creativi” in un’epoca in cui sembra che sia già stato fatto tutto.

Per me la creatività è un gesto irrazionale, uno spunto filtrato dalla realtà che ha bisogno di tempo per acquisire consapevolezza e forma perché figlia dell’istinto, ma, al tempo stesso, un prodotto cerebrale.

Personalmente ho avuto il primo spunto creativo grazie alla musica, quando imbracciai la mia prima chitarra. Scoprii che con una manciata di accordi potevo riprodurre le canzoni dei ruggenti anni 90, gli anni della mia adolescenza.


2. UDITO 
Ascoltare vuol dire porsi in attenzione dell’altro, è un sentire che sfocia in sentimento. Per un web designer è importante saper ascoltare il cliente e le sue esigenze. Credi che per creare qualcosa di memorabile bisogna ricorrere ai sentimenti e alle emozioni? In futuro il web sarà sempre più emozionale?

La figura professionale del web designer si è evoluta con la rete. Oggi il focus del lavoro non è più solo sfornare righe di codice e cercare di spiegare al proprio interlocutore cosa sia uno slider o la differenza tra una app e un sito responsive.

Bisogna entrare in sintonia con il cliente scoprendo le sue aspirazioni, mettendo in luce le peculiarità della sua attività, raccontando una storia.

Il web è comunicazione ed il carattere emozionale rende il ritmo narrativo più vero e vicino al nostro vissuto. Internet non è più quel monolitico luogo virtuale anonimo e freddo, ma un immenso network di connessioni dove ogni persona può ritagliarsi il proprio spazio e, senza filtri, scoprirsi per chi sia realmente.

Penso che sia impossibile un ritorno alle origini della rete dopo la “deriva” social degli ultimi anni. Il web si sta trasformando in un unico e variegato contenitore di storie e questa è la cosa più naturale che sarebbe potuta accadere.
D'altronde l’essere umano ha raccontato la sua storia tramandandola a coloro che gli stavano accanto sin dall’inizio dei tempi.


3. OLFATTO 
Abbiamo una memoria odorosa spesso legata all’infanzia: quali sono gli odori della tua terra che porti sempre con te, nei tuoi ricordi? E come hanno influenzato la tua creatività? 

Gli odori della Sardegna non sono vivi nei ricordi della mia infanzia sebbene questa piccola Africa streghi le persone che la visitano con i suoi costumi, con i suoi scorci selvaggi e immacolati, con tutti i contrasti di un’isola che fatica a trovare un sano equilibrio tra innovazione e tradizione, un grembo materno che ti alimenta e ti protegge, ma che potrebbe finire per soffocarti.

Ricordo invece l’odore del pianoforte in salotto, un mobile nero e massiccio che resisteva al passare del tempo.
Quel sentimento di libertà che ho sempre associato alla musica alla fine l’ho ritrovato nel web e nel suo linguaggio universale.


4. GUSTO 
Il gusto è il primo contatto con il mondo. Ancor prima di viverla, la vita la assaporiamo. Il gusto è la percezione di un sapore (amaro, dolce, salato…) ma anche di uno stile. Talvolta è l’inizio di una personale ricerca estetica. Cos’è per te e che peso ha nel lavoro, il dover cercare e tracciare uno stile per un cliente? 

Lo studio dello stile è la parte che prediligo del mio lavoro. Ogni progetto ha una storia a sé stante perché ogni cliente con cui entro in contatto c’è l’ha.
Con il mio interlocutore intraprendo un percorso conoscitivo che va ben oltre il web design sfiorando la psicologia per fare in modo che l’immagine in rete rispecchi effettivamente la sua persona e sia in linea con la mission aziendale.

Non concepisco lo stile come un artificio che deve sapientemente nascondere eventuali lati oscuri. Ora c’è bisogno di genuinità, di un approccio personale in cui la veste grafica ed il contenuto non devono mai smettere di dialogare perché il tempo della vecchia réclame e del pubblico inebetito che rimaneva inerme a guardarla è terminato.
Se a questo aggiungo un codice etico che determina le scelte al di là del puro aspetto economico è azzardare troppo?


5. TATTO 
Nel web tutto quello che scorre sul nostro schermo è immateriale e inafferrabile, una creatività senza corpo. Se dovessi immaginare una forma da dare a questo corpo cosa costruiresti e perché?

In un mondo fantascientifico scippato al film dei fratelli Wachowski ci sono dinamiche che ritroviamo nella quotidianità senza catapultarci per forza all’interno dell’ecosistema Matrix.

Una moltitudine di informazioni si incrociano, sono gli anni dell’iperstimolazione visiva dove il rifiuto della consuetudine, di ciò che è seriale spinge a ricercare unicità. Manifestiamo il nostro disappunto, ci facciamo promotori di cause e nobili iniziative, ci affezioniamo a storie che toccano i nostri sentimenti giusto il tempo di un click.

Questa creatività virtuale è forse un grande specchio che riflette questo flusso virtuale di vissuti. Lo guardiamo sbadatamente, lo fissiamo intensamente e finiamo per trovarci qualcosa che ci appartiene.

 

E per finire una domanda fuori dai sensi: ti va di indicarmi 5 luoghi o città per te importanti che vorresti o hai visitato?

Ho avuto la fortuna di visitare molte città europee e sicuramente quelle che mi hanno lasciato un bellissimo ricordo sono state Berlino, Atene e Londra, luoghi suggestivi e carichi di storia. Non nascondo che ogni volta che mi trovo in un posto nuovo, anche solo per pochi giorni, mi chiedo come sarebbe viverci.

Ho trascorso molti anni in due città italiane agli antipodi per stili di vita e approccio alla quotidianità. Da una parte la provincia meccanica del nord Italia che ogni giorno a testa alta dichiarava guerra al mondo per difendere le proprie quote di mercato.
In quegli anni sembrava ancora possibile competere contro milioni di disgraziati sparsi per il globo che si spezzavano la schiena in cambio di una piccola miseria in nome del libero scambio.

Dall’altra parte l’isola, il paradiso perduto o dimenticato dalle istituzioni più che da Dio, ancora troppo dipendente dal siparietto estivo che, credetemi, oltre al “proceddu”, per dirla alla lumbard, e alle spiagge esclusive offre certamente qualcosa di più.

EnzoMorandini

Per info e contatti: Dirty Work web agency di Cagliari

 

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Lunedì, 14 Dicembre 2015 21:33

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