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5 domande a Martina Bliss

Victor Brauner (1903-1966) - Conglomeros Victor Brauner (1903-1966) - Conglomeros
Domenica, 11 Ottobre 2015 19:24
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Ogni intervista ha la sua storia e con Martina Bliss (fondatrice di ARTWORT) tutto è nato da una mail.

Se in internet incrocio qualcosa che mi piace, sento il bisogno di condividere il mio entusiasmo e allora invio mail di complimenti. Ed è quello che ho fatto con ARTWORT. Scrissi una mail alla redazione per dire che il progetto mi piaceva molto e Martina mi rispose. 

ARTWORT è Condivisione, Collaborazione, Contaminazione.

Buona lettura

1. VISTA
Gli occhi sono il nostro campo base dove iniziamo a educare la nostra percezione e a catalogare tutto ciò che ci circonda. La rivista che dirigi, ARTWORT, è l’unione del valore estetico e semantico della cultura visiva e progettuale internazionale, affronta il difficile rapporto parola-immagine.
Qual è stata la scintilla che ti ha spinto a mettere su un progetto così ambizioso?

Come hai detto, Artwort è l’unione di cultura estetica e progettuale perché è formato da progettisti, prima che da appassionati.

Tutti i ragazzi in redazione sono futuri architetti, grafici, fotografi, designer, e tutti guardano all’arte come chi l’arte la crea.

È difficile dirti quale sia stata la scintilla perché credo si basi tutto sulle 3 C che mi hanno sempre accompagnata e che sono anche alla base di Artwort: Condivisione, Collaborazione e Contaminazione – oltre alla quarta che è venuta da sé con il tempo: Casa.

 

2. UDITO
Ascoltare vuol dire porsi in attenzione dell’altro, è un sentire che sfocia in sentimento.
Ti è mai capitato che un particolare sentimento ti guidasse emotivamente verso l’idea che stavi cercando?

Spesso, anzi forse sempre. Per natura tendo ad essere molto mentale, schematica, controllata, ma a rifletterci ora mi rendo conto che ogni mia idea, ogni intuizione che poi ho messo in pratica è sempre e solo partita da un mio stato emotivo.

Penso c’entri qualcosa anche con il fatto che quando sono triste non riesco a pensare a nulla che non abbia strettamente a che fare con la realtà concreta e già esistente, quando sono di buon umore per qualche motivo parto con collegamenti che mi fanno arrivare sempre a punti che non avrei immaginato e so già che la giornata sarà molto produttiva.

 

3. OLFATTO
Abbiamo una memoria odorosa spesso legata all’infanzia: quali sono gli odori della tua terra che porti sempre con te, nei tuoi ricordi? E come hanno influenzato la tua creatività?

L’olfatto è un senso fondamentale per me, ogni cosa tendo ad associarla ad un odore, e allora la mia infanzia profuma del legno appena tagliato nella falegnameria di mio nonno, delle vernici e del caffè che la nonna preparava per gli operai, ma anche dei tessuti sintetici e naturali, dell’olio per le macchine per cucire e del vapore del ferro da stiro allo studio dei miei genitori.

Ma il profumo che mi fa pensare immediatamente alla mia terra è il profumo del cibo nel mio palazzo che diventava un tour olfattivo quotidiano: partiva a mezzogiorno dalla cucina di mia nonna, passava per quella di mia zia verso le 13 e poi arrivava in casa mia alle 14 passate (abbiamo sempre mangiato ad orari improponibili).

Gli odori che hanno a che fare con la mia creatività sono senz’altro quelli dei materiali.

 

4. GUSTO
Il gusto è il primo contatto con il mondo. Ancor prima di viverla, la vita la assaporiamo. Il gusto è la percezione di un sapore (amaro, dolce, salato) ma anche di uno stile. Talvolta è l’inizio di una personale ricerca estetica. Come nasce lo stile ricercato e essenziale di ARTWORT?

Dietro il sito c’è una ricerca personale lunga una vita, che parte dal Bauhaus e arriva scrupolosamente alle sottoculture dei giorni nostri, ma devo dirti con sorpresa che lo stile di Artwort ha preso forma in modo molto naturale.

La fortuna del nostro team è quella di essere tutti sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda e allora ognuno dice la sua, ma andiamo sempre nella stessa direzione.

Questo ha fatto un gran bene al sito che è riuscito a crearsi una sua forte identità senza alcuna pianificazione “a tavolino”.

 

5. TATTO
La creatività è un concetto che non ha corpo. Eppure ARTWORT, da magazine online, è diventata un rivista con un “corpo tattile” in Realtà Aumentata.
Da dove nasce il bisogno di dare una dimensione e una forma al concetto di creatività?

AWM nasce da uno studio che stavo conducendo per la mia tesi di laurea sulla crisi dell’editoria e sulla lotta ostinata di giovani editori indipendenti di andare contro quella che sembrava la morte certa della carta.
E, dopo avere esaminato i pro e i contro, ho deciso di unirmi a loro in questo tentativo di riportare in auge una cosa che è stata ben sovrastata dall’era digitale.

Eppure Artwort nasce come sito internet, quindi ho voluto conservare questo aspetto “tecnologico” introducendo la Realtà Aumentata.

La rivista quindi è sì cartacea, ma si legge tramite un’app, non ci sono testi. La concezione di una rivista interamente strutturata in AR forse è un po’ impegnativa da concepire, ci sono persone che, una volta acquistata la rivista, ancora mi chiedono dove siano i testi, ma sento che questa contaminazione dei due mondi può apportare tanto sia all’uno che all’altro progetto: ad AWM porta un ampliamento dei contenuti che diventano rapidi e ampliabili a piacere del lettore, e ad Artwort aggiunge il valore prezioso della carta che è una cosa a cui sfortunatamente ci stiamo disabituando.

 

Una domanda fuori dai sensi: quali sono, secondo te, i 5 articoli di ARTWORT che assoceresti ai 5 sensi e perché?

Con più di 1000 articoli caricati in un anno, sceglierne 5 sarebbe davvero un arduo lavoro.
Posso però pescarteli tra le interviste di AWM che mi sono particolarmente a cuore, dalla prima all’ultima.

OLFATTO – L’intervista di Fabiola Mele e Roberta Esposito al duo di fotografi ucraini Synchrodogs. Se provi ad annusare le loro foto senti quasi l’odore delle ambientazioni.

UDITO – Una giovane fotografa napoletana, Germana Frattini. L’abbiamo intervistata su una panchina a San Michele – Ottaviano – e se mi concentro riesco a sentire la stessa pace silenziosa di quella serata.

VISTA – La fotografa Yijun Liao che io seguivo da tempo e che sono stata onoratissima di intervistare. Se penso all’impatto visivo, le sue foto sono le prime che mi vengono in mente.

TATTO – L’intervista a Mats Rombaut, un giovane designer belga che utilizza materiali assolutamente naturali come la corteccia del gelso e le fibre di cocco. Indossare le sue scarpe dev’essere un’esperienza incredibile.

GUSTO – L’intervista a GasGas, una promettente illustratrice nata il mio stesso giorno. Durante la chiacchierata abbiamo parlato dell’infanzia e dei pensieri dolci, mentre prendevamo un caffè nel mio bar preferito.

 MartinaBliss

 

Per info e contatti: ARTWORT

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Lunedì, 12 Ottobre 2015 20:14

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