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Silenzi ovvero di anfore e confini

Piero Manzoni - Achrome, 1958 Piero Manzoni - Achrome, 1958
Venerdì, 08 Aprile 2016 17:09
(2 Voti)
Scritto da 

Diamo un nome alle emozioni e ai momenti importanti che segnano il passo della nostra vita. I nomi ci servono per alimentare i ricordi e dare loro un valore assoluto ed eterno.

Ci danno un nome per riempire lo spazio vuoto tra noi e il mondo e con le parole ci illudiamo di dominare quello spazio spesso logoro e albino. Ma le parole amano la libertà, l’aria, la luce e il ribrezzo per la nostra finitezza s’interpone tra noi e l’infinito, tra noi e un linguaggio che non ci appartiene.

Quello che facciamo non è altro che scavare solchi entro cui far scorrere segni per giustificare il nostro stare al mondo, perché abbiamo un nome e perché possediamo la parola.

Ma qualche volta accade l’imprevisto e il flusso del racconto s’interrompe e resta il non detto, un pensiero monco che va sigillandosi piano piano nel silenzio. Già, il silenzio.

Il mio silenzio oggi vive di parole scucite che non conversano più con i pensieri. In anfore ambrate ho riposto quel che restava delle mie storie e all’argilla e al fuoco ho affidato questo silenzio per me sacro e necessario.

Scrivere solo per preservare il mio posto nello sciame digitale non m’interessa. In questo nuovo mondo tutti giocano con le parole, tutti credono di dominarlo o hanno la presunzione di sapere da quale parte bisogna stare per mettere radici. Già, le radici.

Questo rizoma retroilluminato non ha radici, si espande orizzontalmente e non sempre nascono alberi con buoni frutti.
Il nuovo mondo conserva tutti gli scritti, in tutte le lingue, ci definisce seguaci e ci spinge in arene affollate, spesso talmente rumorose da non riuscire più a distinguere il vero dal falso, il sincero dall’impostore.

Anche se le mie parole oggi sono impigliate nell’artificiosa solitudine di un foglio bianco, io esisto! Esisto nonostante l’assenza di parole, nonostante l’eco dello sciame arrivi a me con proclami roboanti e che definisce nessuno chi è privo di un vasto e folto numero di seguaci. E i proclami diventano confini da non oltrepassare perché l’oblio è malattia contagiosa.

Eppure ho scoperto che certi confini non esistono. Forse neanche quelli tracciati sulla carta millimetrata sono confini, nemmeno le montagne segnano un confine o il cielo che taglia il nostro orizzonte come una lama asciutta.

L’unico vero confine è la nostra pelle ed è solo per difendere questo misero e slabbrato ammasso di azioni e pensieri che dichiariamo guerra all’altro per appropriarci del posto che crediamo sia nostro. Già, il nostro posto.

“Tu stai al mondo solo perché c’è posto!” scrive Salvatore Satta, ne “Il Giorno del giudizio” un romanzo capolavoro che vi consiglio di leggere e del quale presto farò una recensione.
Questa frase riecheggia ossessivamente nella mia testa. È amara, consapevole, tragica. Un po’ come la vita se la osserviamo a testa in giù.

Capita a tutti di stare a testa in giù, di perdersi nella crudeltà della vita, di vedere il grigio dove tutti vedono sfavillanti arcobaleni.

Su questo blog ho scritto e condiviso molte cose di me, a volte allegre altre meno ma ogni traccia che ho lasciato era ed è parte di me, nel bene e nel male. Poi arrivano i piccoli e inaspettati messaggi: “Io ci sono, sono qui se vuoi”. Parole che, a guardar la gente con diffidenza, potrebbero sembrare frasi d’occasione eppure ho avvertito la sincerità e l’affetto, puro e glauco.

Il mio silenzio ha fatto rumore e qualcuno ha varcato la soglia del suo posto per venirmi a cercare. Per me tutto ciò è la prova che i confini non esistono, che a volte un’inspiegabile e inaspettata empatia unisce persone distanti e diverse.

È bello poter aggiungere nella mia anfora tre nomi tra quelli a me più cari e sapere che tra me e queste donne non ci sono confini, che io arrivo a loro come loro arrivano a me.

Dedicato a Gloria, MariannaSilvia.

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Venerdì, 08 Aprile 2016 17:41

Commenti   

0 #3 Silvia Comerio Martedì, 12 Aprile 2016 22:31
Cara Mimma, finalmente sei tornata! Che bello rivedere le tue parole preziose, che brillano della profondità della poesia. E' vero, l'empatia azzera le distanze e crea anfore porose che profumano di creta. Grazie per questa bellissima dedica, che mi sorprende e mi commuove. Con calma, cara Mimma, torna a scrivere con quello splendido stile che solo tu hai e che nel web in questi mesi è mancato. Un grande abbraccio!
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0 #2 Mimma RAPICANO Lunedì, 11 Aprile 2016 10:02
Citazione Gloria Vanni:
Quante verità nel silenzio e in questo tuo silenzio, Mimma!


Cara Gloria, grazie per le tue parole. Con questo post credo di avere 'detto' tutto quello che sento. Forse ho scritto anche ciò che spesso non si dice ma più che sincerità è voglia di leggerezza. Un abbraccio. m
Citazione
0 #1 Gloria Vanni Sabato, 09 Aprile 2016 05:47
Quante verità nel silenzio e in questo tuo silenzio, Mimma!

Quanto rumore nel silenzio. Un rumore capace di zittire voci, energie, movimenti digitali. Sono felice di rileggerti, di sentire la tua energia che, nonostante il tutto o il nulla, continua a possedere quella forza, calore, lucidità che ho amato subito, pur non conoscendoti. Perché ti sento vera, sincera, profonda e con la capacità di metterti a nudo tra la folla in movimento. Grazie, Mimma, per essere come sei e per avermi dedicato questo tuo post e ritorno digitale. Con calma, prenditi i tuoi tempi! Ti abbraccio forte!
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