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Vivere d’incertezze

Domenica, 24 Maggio 2015 22:32

“Il piacere più grande ce lo danno i frammenti, e non a caso nella vita proviamo il più grande piacere quando la vita stessa ci appare come un frammento, e come il tutto è per noi raccapricciante, com’è orribile, in fondo, la perfezione di tutto ciò che è compiuto.” 
Thomas Bernhard 

Nulla in questa vita può considerarsi certo. Cerchiamo la certezza ogni giorno, in ogni azione, in ogni confronto con l’altro. Quando questa certezza ci sembra vicina o compiuta allora ci sentiamo sicuri, posati su solide fondamenta. Ma spesso accade l’imprevisto e allora siamo costretti a rivedere tutto.
Spesso mi capita di osservare gente che è così certa di ciò che fa o dice, da procurarmi i brividi.
Io vivo d'incertezze, vivo sempre al bivio tra un sì e un no, su binari non paralleli dove sono costretta a scegliere con un po’ di intuizione e un po’ di ragione.

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Vivere di bellezza e fantasia

Lunedì, 11 Maggio 2015 06:16

Saranno le mie scintille, il caso o non so cos’altro, ma le mie associazioni accadono sempre leggendo un libro.
Per me i libri e la lettura rappresentano un nutrimento fondamentale della vita, necessario quasi quanto l’aria che respiro. Assurdo? Seguitemi e capirete.

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Vivere di passioni

Domenica, 26 Aprile 2015 20:29

Avrei voluto fare l’architetto.
Era questo il progetto che ho sostenuto per tutti gli anni della scuola superiore (frequentavo l’Istituto d’Arte). Ma all’esame di maturità presentai un elaborato così diverso dagli altri e originale, che all’unanimità la commissione esaminatrice mi invitò a continuare sulla strada della grafica. 

E così fu.

L’interesse per l’architettura e il design però non è mai svanito. Ho continuato a leggere, comprare libri di architettura, poi a spulciare in internet, a frequentare mostre, insomma è una passione che tuttora tengo viva pur non essendo diventata architetto.

In questo post voglio segnalarvi un libro che ho divorato e dal quale è possibile assaporare tutto quell’entusiasmo e quella forza dimostrati dalla cultura italiana con la voglia di risollevare il capo e di riprendersi dopo i terribili anni della Seconda guerra mondiale. La volontà di riemergere da tutta quella provvisorietà che, a causa del conflitto bellico, aveva sospeso il senso di civiltà.

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Chi farà la differenza?

Domenica, 12 Aprile 2015 22:10

Con un origami di colore blu a fare la differenza.

Ecco, certe giornate sono fatte per essere trasformate, piegate tante volte per dare forma a qualcosa di nuovo.

Il mio foglio di carta è un’idea per il prossimo post. Oggi cerco, leggo, prendo appunti aspettando una visione o una scintilla.

Dalla libreria prendo un libro: Bill Bernbach e la rivoluzione creativa” di Mara Mancina - Ed. FrancoAngeli, letto nel 2007 (sì, ogni libro che leggo ha la sua data. Una piccola mania).

Parto da questo libro per farmi una domanda: cosa sarebbe oggi il mondo della comunicazione senza un audace pioniere come Bill Bernbach?

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Cosa hanno in comune Ferito a morte di Raffaele La Capria e Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald?

Un’occasione mancata. La Grande Occasione Mancata.

La scorsa estate ho letto Il grande Gatsby: è uno di quei romanzi che non dimentichi, che riaffiora di tanto in tanto, una scrittura solo all’apparenza sottile e leggera.
Il mese scorso, invece, ho incontrato Ferito a morte di La Capria: un vortice di parole. Ammetto, senza vergogna, che ho avuto una grande difficoltà a superare le prime pagine. Mi sembrava un libro ostile, che mi allontanava ad ogni tentativo di attracco. Eppure vi assicuro che una volta entrati nel racconto di Palazzo Medina, abbagliati dalla sua luce e dal vivido profumo di una città come Napoli, difficilmente ne uscirete senza portarvi dietro qualche emozione o un ricordo.
Mentre leggevo Ferito a morte, non so per quale mia strana associazione, ho accostato i personaggi delle due opere narrative.
Ed ecco la scintilla.

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