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Ricordi impostori e sudicie bugie

Giovedì, 17 Settembre 2015 18:32

I miei racconti iniziano sempre pensando al titolo, forse per questo motivo sono così brevi. Immagino un titolo e già la storia che ho voglia di scrivere sfugge al mio controllo, danza sul foglio e prende vita. 

I miei ricordi sono ingenue matrone nel bordello tipografico delle interlinee, credo di aver posseduto le parole, invece no, ho solo rubato al caso, all’incontro incestuoso di due lembi di pensieri.
Poi cerco frasi compiute, le faccio scorrere come l’acqua tiepida sui fianchi della mia coscienza.

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 “Un post sulla musica classica? Sarai matta? Parlare di Bach e Stravinsky nel tuo blog?”

 Queste domande me le sono poste qualche giorno fa e ci ho pensato a lungo prima di buttare giù la prima stesura di questo articolo. Ma di una cosa ero sicura, non volevo finire nella trappola delle emozioni. 

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Ci sono blogger perfetti. Perfetto il blog su cui scrivono, perfetto il piano editoriale, succulenti i post pieni d’ispirazione e stimoli per gli altri e a volte per me.
Li invidio, li adoro, vorrei riuscire a imparare da loro, bere alla stessa fonte e pescare, di tanto in tanto, nuovi clienti.

Ma la verità è che io non riesco a seguire le scie, non ho nessun piano editoriale e forse mi stanno stretti certi schemi per fare business.

L’unica cosa che riesco a fare è scrivere ciò che sento e ciò che vedo.

Ma è originale tutto ciò? Sarà quello che cerca la mia nicchia di lettori? Avrò soddisfatto chi mi legge? Domande, ecco, oggi mi faccio un mucchio di domande.

Forse dovrei mettermi, buona buona e realizzare articoli di grafica: come realizzare un logo in 3 mosse, per esempio, potrebbe essere un buon post, oppure 10 modi per realizzare l’impaginato perfetto e di successo, anche questo sarebbe un articolo mirato.

Forse uso il blog come catarsi perfetta delle mie illusioni e le parole sono solo i lacci con cui tengo insieme le mie folli visioni.

Questo post è fuori ogni logica, per nulla perfetto. Perciò quello che farò di seguito, sarà raccontarvi che, in questo mondo virtuale, la mia sfacciata insensatezza ha trovato la sua patria e la sua felice dimora.

A questo punto la scelta di chi legge è continuare o passare oltre.

Proseguirà solo chi è abbastanza sconsiderato da credere che una VIRGOLA possa salvargli la vita.

Buona lettura. 

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Inizio questa seconda parte del #CurriculumDelLettore da dove avevo terminato la prima: Ernest Hemingway.
Quest’estate, con molta lentezza, ho terminato la lettura dei suoi “I quarantanove racconti”. Dove sono stata e dove sono ora, dopo aver letto le 493 pagine del libro, proprio non lo so.

Hemingway mi ha lasciata alla deriva su una piccola imbarcazione, senza remi e senza timone. È questa la sensazione che ho provato a fine lettura.

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Cronaca di una giornata a mare

Mercoledì, 05 Agosto 2015 17:06

“Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. […]” Ernest Hemingway

Questo frammento di Hemingway mi sembra perfetto per l’inizio di un post in piena estate. Un’estate che è fatta di viaggi, mare, sole, riposo, arrivi e partenze.

Le vacanze agostane ci obbligano a dover fare e vedere cose, necessariamente!

Non importa se ci affolliamo tutti negli stessi luoghi, non importa se non riusciamo a riposarci come vorremmo, l’importante è essersi divertiti, aver visitato quella città, essersi tuffato in quella baia.
L’importante è avere qualcosa da raccontare al nostro ritorno, altrimenti sei Fuori!

Anch’io ho qualcosa da raccontare. Cos’ho fatto? Ho letto, osservato, annusato e poi scritto.

Buona lettura!

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